Dopo un piccolo periodo di black out dovuto a problemi tecnici siamo tornati!!!! E’ già on-line la cronaca della nostra partecipazione alla manifestazione “I Giorni del Velita” di Greccio e a breve avremo anche le foto!!!!

Greccio: Un nome una certezza: amicizia.
Così mi sento di iniziare il racconto dell’esperienza che ci ha visto protagonisti nel piccolo borgo reatino nei giorni del 23,24 e 25 Luglio di quest’anno, il 2010, avaro di uscite rievocative.
In me c’è sempre stato il desiderio di poter assistere dall’interno alla festa che annualmente si tiene a Greccio in onore del famoso amico di Francesco D’Assisi, il Velita appunto.
Partiti pieni di speranze nel cuore e di spade, alabarde, cotte di maglia sulle spalle abbiamo allestito nel pomeriggio del 23 il campo armato, arroccato nel punto più alto del paese accanto alla chiesa che torreggia sulla grande piazza paesana.
Ormai è un’abitudine quella di farci accampare accanto alla chiesa nel luogo più alto dei paesi…
Comunque sia il campo è stato allestito di tutto punto in orario per l’arrivo dei primi curiosi visitatori che a bocca aperta osservavano le armature che avevamo esposte nei banchi attorno all’area a noi dedicata cinta di sgargianti quanto instabili bandierine colorate. Accattivanti.
Ho subito notato che il nostro “uomo morto” ha svolto gran parte del lavoro di cattura del visitatore desiderante di essere ammaliato: evidente segno che le nostre brutte facce sono meno gradite di un anonimo manichino imbottito di legno e acciaio… ma il tempo per l’intrattenimento è breve ed ecco subito che veniamo catapultati nel vivo della festa: i nostri combattimenti sono richiesti nella piazza del paese al calare delle tenebre. Un altro classico: quando la gente è tutta li che aspetta di vedere qualcosa di strano, quando il paese brulica di mercanti , saltimbanchi e giocolieri ma soprattutto quando le lame si vedono di meno ecco che entriamo in ballo noi del Mos ferri.
Combattimenti incalzanti al suono di metallo contro metallo, si susseguono alternati dall’acuto cozzare dei brocchieri mentre il suono cupo dei bastoni mostra combattimenti senza tregua ai quali vengono battezzati i nostri due fieri novizi: Michele e Francesca. Nella vita reale sono amicissimi ma se li aveste visti combattere li avreste presi per due acerrimi nemici.
Un battesimo da manuale quindi, con grande acclamazioni del pubblico soprattutto per Francesca (qualcuno mi deve ancora spiegare perché se una donna picchia un uomo col bastone tutti cominciano ad urlare cose tipo “finiscilo!”e “daje più forte!”).
Il terreno non era dei migliori per il combattimento ma nonostante questo, il sudore delle nostre fronti e le ammaccature sui fili delle spade sono stati ricompensati da applausi appaganti.
Così prima stanchi e poi ristorati abbiamo potuto fare il giro del piccolo paese reatino famoso per il suo presepio: bellissimi i banchi dei ragazzi di Rieti che rievocavano le arti ed i mestieri medievali, come non da meno erano i giullari con un grande carro pieno di Boa che solevano mettere addosso alle persone in giro per il paese…. senza dimenticare i ragazzi e le ragazze con le loro taverne che hanno permesso alle numerose persone di ristorarsi in vari punti del grazioso borgo. Un primo giorno ben riuscito dunque, conclusosi con il parziale smantellamento del nostro campo militare in attesa del giorno successivo.
Il Sabato è stato il giorno clou dello spettacolo Grecciano: con l’arrivo dei colleghi della compagnia “Ars Laminae” il paesino si è sempre più popolato di strani individui muniti di spada, daga e cotta di maglia.
Non essendo previsto un nostro spettacolo principale per quella serata ci siamo limitati a combattere dove capitava bloccando le vie mentre gli occhi curiosi dei visitatori si accalcavano per assistere ai nostri combattimenti . Nella serata era in programma anche lo spettacolo del gruppo di danza del ventre “Luna Reatina” che ha regalato al numeroso pubblico presente uno spettacolo davvero affascinante, sognante e coinvolgente intervallato da due nostri i combattimenti.
La serata è proseguita sommessamente tra buon vino, chiacchiere tra i partecipanti e spiegazioni di storia medievale ai numerosi visitatori ai quali si univano amici e parenti che per l’occasione erano venuti ad assistere allo spettacolo del paese in festa sotto le luci soffuse delle fiaccole disseminate per il borgo.
Sempre cordiali e disponibili gli organizzatori non ci hanno fatto mancare nulla come anche le ottime pizzette calde la notte all’una condite da abbondanti dosi di vino.
Una pacchia per i nostri palati poco raffinati!
Al calare della sera il supremo ed io abbiamo deciso di restare a dormire in tenda sfidando il fresco vento che si era alzato. La sfida è stata vinta dall’ingegno e dall’acutezza di spirito del sottoscritto..(ahaha) che usando le panche e una balla di paglia come riparo ha permesso di passare la notte al riparo dal vento, sotto una volta stellata, in un luogo confortevole (si io reputo una tenda, della paglia e un sacco a pelo un luogo confortevole) permettendoci di rimanere a dormire in quel luogo proprio come 750 anni prima aveva fatto lo stesso S. Francesco.
Un’esperienza unica che nessuna casa con climatizzatore potrebbe sostituire!
Il Giorno seguente sempre alle 19.30 il paesino si è di nuovo svegliato nella sua veste medievale; di nuovo combattimenti nella piazza centrale, arti e mestieri lungo le vie e tantissima allegria diffusa anche da altoparlanti appostati in tutto il paese che ci hanno tenuto compagnia per tutti i giorni in cui siamo stati ospiti e protagonisti di una bellissima festa medievale che ha mostrato ampi margini di crescita futuri al fine di far vivere alle persone degli indimenticabili attimi di vita medievale in una cornice splendida ed unica come quella nell’antico paesino di Greccio.

Mos Ferri e amici vari!!!!

Una splendida giornata di sole… cosa c’è di meglio di un pò di jogging????

Si perchè il Mos ferri non è solo medioevo e duelli!!!!!!!!

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Spettacolo multiculturale tra scherma medievale, danzatrici e poesie!!!!

E’ l’inizio di un periodo nuovo, vitale e florido…

Cominciamo di nuovo a scrivere le cronache delle nostre avventure!!! Partiamo col racconto della nostra partecipazione ad uno spettacolo teatrale ad Orvieto scritta da Mauro “Micio” Spadoni!!!

E novità delle novità… siamo tornati dalla fiera “Armi e Bagagli” di Piacenza con un bastimento carico carico di…. armi!!!!!!! Spade, spadine, spadone, asce, mazze e…. azze!!!!!!

Le esperienze del Mos Ferri non finiscono mai! Così si può sintetizzare l’uscita del 21 Marzo 2009 ad Orvieto.
Reclutati Dalla famosa organizzazione ci siamo preparati psicologicamente per uscire per qualche ora dai nostri panni di rievocatori storici/mercenari medievali ed impersonificare i vari campioni degli eserciti che nel famoso dramma storico dell’Anticristo (Dramma storico di un Anonimo del XII Secolo) si scontravano.
Quello del Dramma dell’Anticristo è uno dei numerosissimi drammi Religiosi tipici del XII Secolo che venivano rappresentati nelle cattedrali e nelle chiese del tempo sul quale però non voglio dilungarmi nonostante l’indiscussa importanza storico/narrativa dell’opera, mi limiterò dunque a descrivere quello che per noi Mos Ferri è stato il Dramma dell’Anticristo.
Con noi c’era per questa volta Emanuele il ragazzo sedicenne figlio del regista che indossando alcuni pezzi delle nostre armature per l’occasione impersonificava il campione dei Franchi. Davvero possente in quei panni regali blu!
Eccoci dunque calati nei panni dei 4 campioni: un Blacky coatto come sempre e questa volta con anche una pazienza rossa e dorata: stoico nei suoi capelli dorati come anche l’armatura (che secondo me addobba con ninnoli d’oro appunto per risaltare la sua cute dorata e per fare pandan con l’armatura che altrimenti lo renderebbe troppo poco visibile..) Blacky era il campione dell’Imperatore di Germania e vincerà tutti i combattimenti ovviamente… ma passiamo a Truciolo cinto nella sua solita cotta con una vistosa differenza: una CROCE ROSSA su sfondo bianco a simboleggiare la sua appartenenza all’esercito dei difensori di Gerusalemme. Ora vedere una croce con accanto il Supremo è già un fatto a dir poco sconcertante…se poi questa è SUL petto del Capo Supremo è davvero scioccante: una croce di due metri col viso di Truciolo sulla sommità è una visione che mi stà persegiutando da quel giorno.
Edo invece ci era già partito psicologicamente preparato per il suo ruolo: turbante e barba lunga incolta (cioè il suo style usuale per tutti i 365 giorni all’anno anche quando dorme) per rappresentare il campione dei Saraceni, aveva però anche una serie di particolarità: una specie di vestito a placche dorato che se da uno dei lati (o da tutti e due) poteva farlo sembrare diciamo…”singolare” dall’alto sembrava un girasole scomodo e veloce…ma tanto solo IVAR dall’alto del suo scranno di teschi umani se ne sarebbe accorto; qualche maligno ha visto nella figura di Edo Sandokan (tormentone che sarebbe andato avanti per tutto il prima e il dopo dello spettacolo con risate convulse generali)….ma io voglio spezzare una lancia in suo favore dicendo che le tigri di Mompracem non c’erano in sacrestia (adibita a spogliatoio per l’accasione) o almeno le aveva lasciate certamente al casale….Edo aveva anche una sciabola con tanto di fodero davvero molto carina… che avrebbe meritato di rimanere appesa sopra un camino di Babilonia che però è riuscita senza rompersi a reggere ottimamente le bordate di tutti i vari cavalieri che ne hanno saggiato l’acciaio.
Infine c’ero io…ovviamente il campione dell’Anticristo. Chiuso nel mio mantello nero con soltanto l’elmo come armatura indossavo un curioso vestito in leggera pelle nera con borchie (è si anche qui le borchie…) e una casacca verde-foresta-del-borneo che mi rendeva molto un Peter Pan-Fetish..
Tutto sommato gli abiti erano comodi e permettevano agilmente tutti i movimenti, per esperienza dico che ci è andata molto bene almeno non indossavamo pesantissime pellicce e strascichi degni di una sposa elfica come a Palazzuolo sul Senio… chi era con me sa…
Comunque dopo una prova prolungata il giorno prima con una debole idea delle varie nostre uscite/ingressi siamo andati in scena con tutto il seguito di comparse e attori sui quali facevamo affidamento per sapere quando e cosa fare…(poi sapemmo che anche loro si basavano su di noi per sapere la stessa cosa) ma questo è la norma in qualsiasi spettacolo teatrale: in realtà tutti i partecipanti sapevano bene tutto e noi pure. La tenzione ci rendeva iperattivi e nervosi.
Non siamo soliti fare spettacoli teatrali ma quando capita ci impegnamo al meglio.
Il 21 Marzo intorno alle 18:00 dunque nella fantastica cattedrale gotica di Orvieto che meriterebbe da sola fiumi e fiumi di inchiostro per essere descritta ed ammirata alla presenza di un folto numero di spettatori e della rete televisiva LA7 siamo entrati sommessamente in scena.
Tralasciando la narrazione dell’Opera tratterò dei combattimenti dai quali grazie alla essenziale collaborazione di Sara siamo riusciti a individuare dei dettagli che in azione ci erano ovviamente sfuggiti: il primo combattimento tra il lungocrinitoaureo Blacky ed Emauele è stato molto bello: nonostante E. avesse fatto un numero esiguo di prove e fosse poco il tempo che aveva avuto per padroneggiare la spada è riuscito molto bene a combattere in maniera più che dignitosa; peccato davvero che la sua sorte fosse segnata dal copione!
Il successivo combattimento era tra Truciolo-crociato ed Edo-girasole: velocità e bordate assassine come al solito hanno scandito il tempo del duello veloce, preciso, brutale ed elegante ad un tempo come anche il combattimento con Blacky-Tedesco ed Edo-girasole ove Blacky dimostra come si fosse messo d’accordo con il fonico per risaltare ogni suo movimento degno di nota: dalla deposizione a tempo di “musica” dell’elmo… alla ginocchiata nelle zone “calde”. Il fonico nega e anche Blacky ma le immagini non mentono e l’arcano intrigo è palese!
Il combattimento tra me e Blacky è stato molto lento e relativamente poco veloce….chissà…forse ci siamo fatti prendere dall’incedere rilassato dello spettacolo…
Infine il combattimento finale in grande stile di quelli che piacciono ad Edo: due contro di lui.
Il Saraceno-girasole ce l’ha messa tutta per lottare contro di noi dando prova di una capacità atletica e teatrale non comune…ma alla fine l’acciaio del lungocrinitoaureo Blacky e del PeterPan borchiato Anticristo hanno avuto la meglio sulle piroette e sulla lama curva del trottolante babilonese.
Ovviamente tutto lo spettacolo aveva un filo conduttore che ci ha imposto di stabilire chi dovesse vincere lasciandoci però libertà di reinterpretare i combattimenti come sempre a modo nostro cioè libero, credibile e veloce.
Lo spettacolo si è protratto per quasi due ore alla fine delle quali abbiamo raccolto con tutti gli attori e le comparse (da segnalare la presenza tra di essi del mio simpaticisssimo Araldo che si chiamava…. Aldo hehe) gli applausi del folto pubblico Orvietano
Si è conclusa così anche questa nuovissima esperienza in una delle location più belle dove avessimo mai incrociato le spade.
Quella di Orvieto per il Dramma dell’Anticristo è stata un’uscita ricca di emozioni, sorprese ed entusiasmo il tutto condito con una cortesia ed una simpatia non solo da parte del regista ma anche di tutto lo staff, delle comparse e degli attori che hanno reso davvero unica l’atmosfera già indimenticabile data dalla cattedrale di Orvieto.
Un grazie dunque a tutta l’organizzazione, al regista e a tutti gli attori e comparse che hanno diviso con noi il freddo della chiesa ma che hanno saputo restituire la vita all’opera dell’Anonimo del XII Secolo il dramma dell’anticristo.

Comincia a prendere forma il calendario delle uscite 2009!!

Si comincia con lo spettacolo teatrale “Il dramma dell’Anticristo” il 21 Marzo ad Orvieto!

Finalmente!!!! Dopo un “breve” periodo di inattività il sito torna a vivere!! Nuova veste grafica e a breve nuove foto!!! Tutte quelle della stagione passata!!!!

Ma se il sito è stato fermo noi no!! continuiamo allenamenti e studio… e già dal 21 Marzo saremo ad Orvieto!!!

Festeggiamo il “nuovo arrivato” con un potente e fragoroso……

HIP HIP

IVAR!!!!!!